RC professionale claims made: l’errore di ieri è coperto?
Dalla responsabilità civile agli infortuni, ecco come aggiornare le coperture assicurative quando cambiano le esigenze della famiglia.
Molti titolari di partita IVA credono che la propria polizza copra tutto il lavoro svolto negli anni
Con una RC professionale claims made non è sempre così: conta il momento in cui arriva la richiesta di risarcimento, non quello in cui è stato commesso l’errore. RC professionale sta per responsabilità civile professionale, l’assicurazione che risponde dei danni causati ai clienti mentre si lavora.
Il punto debole spesso non è cosa copre, ma quando copre: un errore precedente alla firma, un reclamo arrivato dopo la chiusura dell’attività, un cambio di compagnia fatto senza guardare le date. Qui trovi i rischi legati al tempo che una polizza può lasciare scoperti e le clausole da controllare, ricordando che le condizioni cambiano da contratto a contratto e vanno lette sul documento firmato.
Chi è obbligato ad avere la RC professionale?
Per le professioni regolamentate, cioè quelle con un albo, l’assicurazione è obbligatoria. L’articolo 5 del DPR 137/2012 impone di assicurarsi per i danni causati al cliente nell’attività professionale, compresa la custodia di documenti e valori ricevuti dal cliente. L’obbligo è diventato efficace dodici mesi dopo l’entrata in vigore del decreto e l’Ordine degli architetti di Milano riporta la proroga al 13 agosto 2013. Secondo un broker, fonte non istituzionale, l’obbligo non riguarda chi lavora come dipendente, mentre chi non si assicura rischia sanzioni dall’ordine e deve risarcire con il proprio patrimonio. Per le partite IVA senza albo le fonti consultate non indicano alcun obbligo: la scelta di assicurarsi resta libera, ma il rischio di commettere un errore esiste per chiunque lavori per un cliente.
Come funziona la RC professionale claims made rispetto alla loss occurrence?
Con la claims made la polizza copre le richieste di risarcimento presentate mentre è in vigore; con la loss occurrence conta la data del fatto dannoso. Claims made significa «a richiesta fatta», loss occurrence «al verificarsi del danno». La prima è una deroga al primo comma dell’articolo 1917 del Codice civile ed è diffusa soprattutto nelle RC professionali. Se un errore di cinque anni fa viene contestato oggi, risponde la polizza attiva oggi, purché copra quel periodo, non quella di allora. Il tempo tra errore e reclamo può essere lungo: un sito di brokeraggio per medici richiama la prescrizione decennale, cioè i dieci anni entro cui il danneggiato può farsi avanti. Per questo, accanto al massimale, la cifra massima che l’assicuratore paga, le date contano quanto gli importi.
Un errore fatto prima di firmare la polizza è coperto?
Può esserlo, ma solo se il contratto prevede la retroattività e se alla firma non sapevi nulla del problema. La retroattività è la clausola che estende la copertura ai fatti avvenuti prima della stipula, a condizione che la richiesta arrivi per la prima volta mentre la polizza è attiva. Il rischio concreto è una retroattività assente o troppo breve: chi cambia compagnia senza controllarla può restare scoperto per gli incarichi degli anni precedenti. C'è poi il limite delle circostanze già note: alcuni set informativi, i documenti precontrattuali che descrivono il prodotto, escludono le richieste legate a fatti conosciuti prima della decorrenza o già denunciati al precedente assicuratore. Una contestazione ricevuta tempo fa, quindi, va valutata con attenzione prima di cambiare contratto.
Chi paga se il cliente reclama dopo che hai smesso di lavorare?
Con una polizza claims made, alla scadenza la copertura finisce: se il reclamo arriva dopo, serve la garanzia postuma. Chiamata anche ultrattività, copre le richieste presentate dopo la fine del contratto, purché riferite a fatti avvenuti nel periodo di garanzia, retroattività compresa. Senza postuma, chi va in pensione o chiude la partita IVA dovrebbe continuare a pagare la polizza pur senza lavorare. Attenzione a non confondere i settori: retroattività e postuma di dieci anni sono obbligatorie per legge solo nella sanità e non valgono automaticamente per le altre professioni. Una fonte riferita ai medici aggiunge che la postuma di norma è prevista solo in caso di cessazione definitiva dell'attività, non per un cambio di compagnia: durata e condizioni vanno verificate nel singolo contratto.
Cosa rischi se non comunichi la polizza al cliente?
Non comunicare i dati della polizza al cliente costituisce un illecito disciplinare, cioè una violazione che l’ordine professionale può sanzionare.
Il DPR 137/2012 prevede che, al conferimento dell’incarico, il professionista indichi gli estremi della polizza, il massimale e le variazioni successive. Il dovere si lega alle date: se cambi compagnia o modifichi le condizioni, il cliente va informato, e per farlo devi sapere con precisione cosa hai firmato.
Un aspetto che sfugge spesso
La copertura riguarda l'attività indicata in polizza. Alcuni set informativi escludono le attività diverse da quella dichiarata e quella svolta senza iscrizione all'albo o durante una sospensione disciplinare. Anche i periodi di iscrizione e quello che fai davvero ogni giorno, quindi, devono combaciare con il contratto.
Quali date controllare nella tua polizza?
Le date da controllare sono tre: la retroattività, la durata della postuma e la scadenza, da leggere insieme a premio, massimale e franchigia. Il premio è quanto paghi ogni anno per la polizza, la franchigia è la parte di danno che resta a tuo carico. Sono informazioni scritte nel contratto e nel set informativo, ma non sempre è facile capire come si combinano, soprattutto dopo un cambio di compagnia o in vista della pensione. La nostra agenzia fa da intermediario: può leggere con te la polizza in essere, indicarti dove si trovano queste clausole e valutare se le date seguono davvero il tuo percorso professionale, perché la risposta dipende sempre dal singolo contratto. Prima di sentirla, annota le risposte a queste domande: Da quale data parte la retroattività? La postuma è prevista e per quanti anni? Quando scade la polizza e cosa cambia al rinnovo?

